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Olio extravergine d’oliva

olio d'oliva

La pianta sempreverde dalle caratteristiche foglie ellittiche dell’olivo A? molto diffusa nel paesaggio mediterraneo.
La pianta A? meritatamente il simbolo dell’ambiente mediterraneo visto che si adatta perfettamente al clima temperato ed ai suoli calcarei propri delle zone rocciose, cioA? dove si trovano terre fertili e permeabili. La pianta, perA?, sa adattarsi anche ad altre condizioni ambientali, a patto che non sia sottoposta al ristagno dell’acqua.
Gli oliveti hanno una struttura un poa�� anarchica che rispecchia principalmente la natura dei terreni scelti per la piantagione, in prevalenza aree collinari e montane.
In effetti, vista la lentezza propria l’olivo che produce il proprio frutto almeno 15 anni dopo la piantagione e che la pianta raggiunge la maturazione dopo circa 25 anni, c’A? l’abitudine di privilegiare lo sfruttamento delle piante selvatiche, magari innestandovi le olive di migliore qualitA� ed anche l’usanza di consociare l’oliveto con altre colture.
Fase che caratterizza la produzione delle olive A? la loro raccolta, momento di socializzazione della tradizione contadina e procedimento che puA? effettuarsi in modo manuale o meccanico.
La procedura migliore per salvaguardare la qualitA� dell’olio A? la “brucatura”. Tale processo prevede l’intervento diretto di un raccoglitore che effettua una prima cernita delle olive.
La fase successiva riguarda l’estrazione vera e propria dell’olio cheA� si svolge direttamente nel frantoio.
Le olive son liberate da eventuali impuritA�, lavate accuratamente e disposte nei frangitori per la macinazione, la snocciolatura delle olive e la gramolatura. Per completare il processo d’estrazione dell’olio occorre pressare la pasta di olive.
La coltivazione siciliana dell’ulivo ha delle radici antichissime.
Pare che siano stati i Fenici ed i Micenei ad imporre nell’isola tale piantaA� originaria delle regioni caspiche.
La sua storia ha avuto fasi alterne: i Romani incoraggiarono tale produzione, mentre in modo contrario si comportarono gli Arabi. Una nuova fase positiva si ebbe sotto la dominazione normanna dell’isola e piA? avanti durante il periodo borbonico.
Tra le varie specie di olive coltivate in Sicilia si distinguono, ad esempio, la Nocellara del Belice. Tale qualitA� si nota per la forma quasi sferica del frutto e per l’alta percentuale di polpa.
L’importanza dell’olivo si puA? ammirare sia dal punto di vista commerciale, visto che nell’antichitA� l’olio A? stato considerato una preziosa merce di scambio e che la coltivazione dell’olivo ha anche un valore spirituale, dato che tale prodotto A? entrato a pieno titolo in vari rituali religiosi non solo cristiani.
Successivo aspetto della pianta A? quello di simboleggiare la prosperitA�, aspetto degnamente valorizzato anche dall’arte. Un esempio di quanto detto A? che la pianta A? rappresentata nei mosaici di Piazza Armerina (En).
Un altro esempio del rispetto delle antiche tradizioni si trova nell’utilizzo di nomi antiche per denominare gli utensili legati a tale produzione.
Si ha cosA� che la “giarra” A? il recipiente utilizzato per contenere l’olio, la “burnia” A? il tipico vaso d’argilla cotta che conserva le olive ed il “tumminu” A? la specifica unitA� di misura per le olive.
Il mondo dell’olio A? degnamente rappresentato in Sicilia, ad esempio, nei vari musei di etnografia e agroalimentari presenti in tutto il territorio isolano e anche trapanese.